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Chi arriva in Val d'Orcia si trova davanti ad un paesaggio che sembra un deja-vu: le immense distese di campi coltivati, i cipressi solitari, il paesaggio lunare formato dall'argilla con i calanchi e le biancane, i borghi arroccati, il silenzio e la quiete irreale. Di colpo ci si trova immersi nelle pitture dei grandi maestri di scuola senese, come Lorenzetti, Simone Martini, Giovanni di Paolo o Sassetta. Si tratta di un esempio unico al mondo in cui l'uomo ha trovato un accordo con la natura in una situazione di perfezione, ma non di staticità, dove il connubio tra l'opera umana e le realtà naturali è così evidente da portare a pensare che questa gente non abbia avuto per secoli altra occupazione che la bellezza.
La Val d'Orcia, splendido connubio di arte e paesaggio, è diventata così uno scenario naturale tra i più ricercati, e le sue immagini hanno fatto il giro del mondo, anche grazie ai film che qui sono stati girati, da "Il paziente inglese" a "Il gladiatore".
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Per tutelarla, è nato il Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d'Orcia, che comprende i cinque comuni di Castiglione d'Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d'Orcia, e si occupa della conservazione e della valorizzazione del territorio, ponendo arte, paesaggio, natura, cultura e prodotti tipici come risorse primarie dello sviluppo locale. Proprio l'agricoltura ed i suoi frutti rappresentano una della maggiori ricchezze della Val d'Orcia: qui si concentrano prodotti di altissimo valore e prestigio, a partire dal Brunello di Montalcino, una delle eccellenze dell'enologia made in Italy nel mondo, passando per l'olio extravergine di oliva, il Pecorino di Pienza, il grano (considerato tra i migliori del nostro Paese), il miele e lo zafferano.
Nel 2004 arriva per la Val d'Orcia il riconoscimento più importante: viene dichiarata dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
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